MILAGRES EUCARÍSTICOS NO MUNDO


EXPOSIÇÃO INTERNACIONAL CONCEBIDA E LEVADA A CABO
PELO SERVO DE DEUS CARLO ACUTIS

Carlo Acutis
Criador da exposição

Os Milagres Eucarísticos no Mundo


A exposição apresenta, com uma seleção extensa de fotografias e descrições históricas, alguns dos principais Milagres Eucarísticos (aproximadamente 136) que ocorreram ao longo dos séculos em vários países do mundo e reconhecidos pela Igreja. Através dos painéis (aproximadamente 166 no formato 60 x 80) o espectador poderá realizar uma “visita virtual” aos locais onde estes Milagres tiveram lugar. A exposição já foi recebida nos cinco continentes, só nos Estados Unidos em quase 10.000 paróquias, e no resto do mundo em centenas de paróquias, incluindo alguns dos mais famosos Santuários Marianos, como Fátima, Lourdes, Guadalupe, entre outros.

Para mais informações, contactar:

Associazione Amici di Carlo Acutis
Telefone: 0039.339.6340122
info@carloacutis.com - www.carloacutis.com
info@miracolieucaristici.org - www.miracolieucaristici.org

Prefácios à exposição de Milagres Eucarísticos

Prefácio
Cardeal Angelo Comastri, Vigário Geral de Sua Santidade para a cidade do Vaticano,
Arcipreste da Basílica Papal de São Pedro no Vaticano e presidente da Fábrica de São Pedro

Apresentação
S. Em.ª Rev.mo Mons. Raffaello Martinelli Oficial da Congregação para a doutrina da fé

Os Milagres Eucarísticos
Padre Roberto Coggi, O.P.

Lista de Milagres

PAINÉIS INTRODUTÓRIOS

Painel A

Painel B

sábado, 3 de outubro de 2020

CARLO ACUTI E LA SAPIENZA DEL SUO CUORE


La sapienza del cuore di Carlo

Carlo sceglie di camminare nel viaggio della sua vita come l’uomo biblico. Poteva scegliere altri cammini, forse più di moda e passeggeri, ma non lo ha fatto. Segue la massima del suo mito di informatica, Steve Jobs: “È solamente dicendo ‘no’ che puoi concentrarti sulle cose veramente importanti”. E ancora: “Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro”. jobs
Per le sue origini e le sue capacità, Carlo poteva scegliere di camminare come il mitico Narciso che per la sua vanità e insensibilità si innamora di sé e si pietrifica. È il rischio che si corre mentre si diventa uomini. Pensare solo a sé senza pensare agli altri e a Dio.
Per i mezzi che aveva a disposizione Carlo poteva imitare il viaggio di Icaro che sfida Dio volando verso il sole. Fuggire da Creta non era un’impresa molto facile. Ma Icaro sceglie di volare come suo padre Dedalo a cui però disobbedisce e va dritto verso il sole, inebriato dalla velocità delle sue grandi ali. È il cammino di chi pensa che invece di obbedire (ob-audire, dare ascolto) è meglio sfidare Dio e le sue leggi.

StampaIl carattere tenace e geniale di Carlo poteva fargli intraprendere un viaggio come quello di Ulisse che lotta contro un destino duro e vince molte prove. Carlo però non sceglie di partire e di ritornare nella sua Itaca, nel luogo cioè da cui era partito. Sceglie il cammino di Abramo, quello che chiede di obbedire al comando di uscire dalla propria terra e di andare dove Dio lo conduce. È il cammino degli apostoli che sono chiamati a seguire Cristo fino a Gerusalemme.
Carlo non smette di camminare nemmeno quando il suo corpo è segnato dalla malattia. Lo aveva previsto da tempo: “Morirò giovane”. Ma non si ferma. Si nutre di Eucaristia e cena con il Signore per poter essere con lui e come lui. In questo cammino sperimenta il primo dovere dell’amore, quello di essere con l’amato anche quando scende la notte. Il Signore rimane con Carlo. Fedele nella sua alleanza, fino al momento della sua morte. A capirlo sono molti suoi coetanei che non l’hanno conosciuto di persona.abramo

Alla domanda: “Cosa ti colpisce della vita di Carlo?”, un giovane su Facebook scrive: “La sua estrema umiltà; Carlo è vissuto in una famiglia molto abbiente per cui nulla gli avrebbe impedito di vivere in modo agiato e che gli avrebbe procurato quel senso di superbia, e di sentirsi il primo… invece ha sempre mantenuto quel tenore di vita e di pensiero ‘povero’… sempre aperto agli ultimi, altruista verso chiunque, non è poco nel nostro ‘pianeta’ attuale […]. Sento molto vicino Carlo in molte mie necessità e bisogni sia materiali che spirituali… forse perché essendo giovane come me e come tanti altri è molto vicino alle esigenze e alle problematiche dei suoi coetanei?”.
Il suo mondo spirituale sembra appartenere ad altri tempi: devozione al Cuore di Gesù e a Maria; il culto degli angeli e dei santi, soprattutto per San Francesco d’Assisi e per Sant’Antonio di Padova.
Aveva particolarmente a cuore la fedeltà al Papa e alla Chiesa.

CARLO ACUTIS. LA VITA OLTRE IL CONFINE


Layout 1Dall’introduzione del volume:

“Davanti alla morte la speranza di ogni uomo è messa alla prova. Non solo: quando si tratta della malattia e della morte di un ragazzo, la stessa vita umana sembra oscillare sul crinale dell’incomprensibilità. Eppure esistono testimonianze che entrano nel buio della ragione come un raggio di sole e riscaldano il cuore di chi ha smesso di sperare. La vita di Carlo Acutis è uno di questi raggi di sole. Anzi è stata la luce di un fulmine in una notte d’estate che ha vinto il buio delle paure e dei non sensi e ci permette di vedere che cosa c’è realmente oltre la notte della vita.
Carlo si ammala a 15 anni, nei primi giorni dell’ottobre 2006. Tutto fa credere ad una influenza, ma, dopo aver fatto gli accertamenti clinici, i medici pronunciano la loro diagnosi: «È una leucemia fulminante». Il 12 ottobre, nel giorno in cui viene venerata Maria, la madre del Signore, Carlo lascia questo mondo. Il suo corpo è vegliato da un pellegrinaggio continuo di persone che lo hanno conosciuto. La messa di esequie è gremita. Gli stessi genitori, dicono che, insieme a un dolore struggente, che solamente chi dà la vita può capire, avvertono una pace segno non di «una fine» ma di «un con-fine» da vivere con il loro figlio Carlo. Ma c’è di più.tomba carlo

Dal momento in cui Carlo ha lasciato questo mondo non cessano di arrivare testimonianze, racconti, ricordi ed e-mail da molte parti del mondo che hanno un denominatore comune: per coloro che lo incontrano Carlo continua ad essere vivente oltre il confine della vita. Basterebbe digitare in un motore di ricerca «Carlo Acutis» per constatare che ci sono più di 2.500 siti e blog in ogni lingua che parlano di lui. Tra i suoi profili in Facebook vi sono quasi 4000 iscritti e i siti a lui dedicati hanno avuto circa 400 mila visite. Insomma, siamo davanti a mille segni che, anche per i più scettici, ci fanno pensare a una vita che va oltre il confine della vita stessa”.

CARLO ACUTIS E LE SUE PAROLE DI VITA

 

CARLO ACUTIS E LE SUE PAROLE DI VITA
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Carlo Acutis risveglia la ricerca di armonia nelle persone che incontra e per questo tanti ragazzi possono rispecchiarsi. La vita può essere breve ed è per tutti fragile, ma per Carlo andava vissuta nella sua pienezza senza sprecarla. Ripeteva: «Non io ma Dio» per indicare una vita che si de-centrava, usciva da sè per incontrare il suo Altro.

Insomma essere se stessi davanti al proprio creatore e Signore. Gli piaceva ripetere: «Tutti nascono come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie». E ancora: «La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio».

Si domandava: «Perché gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e non si preoccupano invece della bellezza della propria anima».

È diventata famosa la sua frase: «L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo!». Dagli scritti e dalle riflessioni di Carlo, l’Eucaristia è anzitutto il «sacrificio» di Dio in favore dell’uomo. Una convinzione che lo porta a vedere il mondo con gli occhi di Dio.

Il suo amore per l’Eucaristia può essere espressa in una frase: «Più Eucaristie riceveremo e più diventeremo simili a Gesù e già su questa terra pregusteremo il Paradiso». L’Eucaristia, che significa «ringraziamento», per Carlo ha due significati: quello della comunione e dell’adorazione.

Attraverso l’adorazione Carlo vive una dimensione affettiva importante: silenzio e parola, ascolto e amicizia, mistero silenzioso e percezione profonda di Dio.
La forza che scaturisce dall’adorazione fa comprendere a Carlo che il corpo di Cristo oltre a stare nell’Eucaristia, è nelle persone che si amano: poveri, piccoli, forestieri, ammalati, anziani, disabili, persone sole.
Per Carlo fare elemosina e aiutare quanti hanno bisogno nasce dalla capacità di adorare. I soldi che risparmia li regala ai poveri, agli anziani, alle suore di clausura, ai sacerdoti, agli extracomunitari. Per lui, «si va diritti in Paradiso, se ci si accosta tutti i giorni all’Eucaristia». 

Per Carlo «La conversione non è altro che lo spostare lo sguardo dal basso verso l’alto, basta un semplice movimento degli occhi».

Nella sua spiritualità si intrecciano elementi di mistica e di ascesi, di comunione e di contemplazione.

Vedi l’approfondimento su Carlo….

Leggi anche “La Sapienza del cuore di Carlo Acutis”

   


sexta-feira, 2 de outubro de 2020

Carlo Acutis, o anjo da juventude